Durabilità nel ciclismo: quanto resta della tua potenza dopo ore in bici
La durabilità è quanto cala la potenza dopo ore in bici, non l'FTP a riposo. Cosa dicono gli studi e come usarla in granfondo.
L'FTP o la potenza critica misurate a riposo descrivono il ciclista «fresco». In granfondo le salite decisive arrivano dopo ore: conta quanto quella potenza resiste al lavoro già fatto — la durabilità, o resilienza fisiologica.
Cos'è la durabilità e perché non coincide con l'FTP?
La durabilità è il momento e l'entità del deterioramento dei parametri fisiologici durante esercizio prolungato — non un secondo «FTP» da stampare in dashboard (Maunder et al., 2021). Jones (2024) la chiama anche resilienza fisiologica: una quarta dimensione accanto a VO2max, economia e soglia, perché i valori di partenza non restano fissi. Un test a fresco resta utile per le zone; non ti dice da solo come andrai alla quarta ora. Approfondisci il modello potenza-durata in potenza critica e W′.
Vivaldi non calcola un «punteggio durabilità». Qui usi la scienza per pacing e carburante tardivi, non un numero inventato.
Quanto può calare la potenza critica dopo due ore di lavoro?
Dopo circa 2 ore di lavoro pesante su bici, la potenza critica può scendere in media intorno al 10%, con una forbice individuale da meno dell'1% fino a circa il 32% (Jones, 2024). Hamilton e colleghi (2024) hanno testato 13 ciclisti e triatleti ben allenati: dopo 150 minuti a intensità moderata, chi teneva meglio la transizione moderato-pesante (soglia ventilatoria 1) perdeva meno sulla prova di 5 minuti. Sono campioni di laboratorio, non un protocollo da ripetere in garage.
I carboidrati in bici proteggono la potenza critica?
Sì, in un protocollo di laboratorio: Clark et al. (2019) hanno visto che dopo 2 ore di lavoro pesante la potenza di fine test (stima della potenza critica) calava del 9% senza carboidrati esogeni; ingerire circa 60 g/h la conservava, mentre il W′ continuava a ridursi. Non è una licenza ad alzare i grammi il giorno della gara senza averli provati. Tolleranza intestinale e quantità da usare in granfondo stanno in nutrizione endurance: il giorno gara usa solo quanto hai già provato in allenamento (vedi come preparare una granfondo).
Cosa dicono i dati su amatori e su professionisti?
Tra 14 ciclisti amatori ben allenati, dopo 1000 kJ a intensità sostenuta i più «riusciti» perdevano in media il 6,5% sulla prova di 20 minuti a fresco vs affaticati, contro il 12,5% degli altri; sul 5 minuti non emergeva la stessa differenza (Barsumyan, Soost e Burchard, 2025). È un campione piccolo: associazione, non prescrizione. Nei professionisti, chi ottiene più risultati di classifica mostra cali minori delle potenze massime medie da 20 e 5 minuti (scalatori) o da 1 minuto e 10 secondi (velocisti) dopo tanto lavoro già fatto (van Erp, Sanders e Lamberts, 2021). Quello è evidenza di campo élite, non un piano amatoriale.
Come si allena la durabilità, senza protocolli magici?
Ancora si studia. Jones e Kirby (2025) suggeriscono che sessioni lunghe regolari, con tratti a ritmo gara o un aumento progressivo di intensità quando la fatica è già presente, *potrebbero* stimolare la resilienza; anche il lavoro di forza in palestra compare tra gli interventi plausibili. Non è un protocollo validato su granfondo amatoriali, né un test Vivaldi. In pratica: costruisci le uscite lunghe, prova carburante e ritmo quando sei già stanco, e non trattare l'FTP a fresco come il wattaggio dell'ultima salita.
Come usi Vivaldi su una granfondo lunga?
1) Confronta eventi sul calendario gran fondo 2026; un esempio strutturato è la Tre Valli Varesine (anteprima su profilo mediano, non il tuo piano). 2) Carica il tuo GPX su Kyrie: vedi ritmo e carburante salita per salita, anche in fondo al percorso. 3) Chiedi a Lyrics come gestire le ore tarde — risponde anche prima di sincronizzare i dati. La guida come preparare una granfondo tiene insieme settimane, pacing e forma.
Le pagine evento pubbliche usano un profilo mediano. Il piano personale nasce quando carichi il tuo GPX.
Fonti scientifiche
- Maunder E., Seiler S., Mildenhall M.J., Kilding A.E., Plews D.J. (2021) — The Importance of 'Durability' in the Physiological Profiling of Endurance Athletes https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33886100/
- Jones A.M. (2024) — The fourth dimension: physiological resilience as an independent determinant of endurance exercise performance https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37606604/
- Hamilton K., Kilding A.E., Plews D.J., et al. (2024) — Durability of the moderate-to-heavy-intensity transition is related to the effects of prolonged exercise on severe-intensity performance https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38546844/
- Clark I.E., Vanhatalo A., Thompson C., et al. (2019) — Dynamics of the power-duration relationship during prolonged endurance exercise and influence of carbohydrate ingestion https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31295069/
- van Erp T., Sanders D., Lamberts R.P. (2021) — Maintaining Power Output with Accumulating Levels of Work Done Is a Key Determinant for Success in Professional Cycling https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33731651/
- Barsumyan A., Soost C., Burchard R. (2025) — Enhanced durability predicts success in amateur road cycling: evidence of power output declines https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40438340/
- Jones A.M., Kirby B.S. (2025) — Physiological Resilience: What Is It and How Might It Be Trained? https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40024804/